lunedì 3 gennaio 2011

Tempestilli: "Pizarro non è un caso" ...!!!

Nessun caso, non ci nascondiamo dietro un dito». Arrivano da Tonino Tempestilli le nuove rassicuranti parole sulla situazione Pizarro. Ieri il responsabile organizzativo giallorosso è stato intervistato da Sky allo stadio Flaminio, dove si è svolta l’amichevole contro l’Atletico Roma, e ha fatto il punto sulle situazioni spinose di questo inizio anno giallorosso. A partire proprio da quella del Pek, che non è ancora rientrato in Italia e non dovrebbe farlo ancora per qualche giorno a causa di alcuni problemi fisici.
 Un momento difficile per il cileno, che da uomo indispensabile si è trovato a giocare finora pochissimo. Bruno Conti a Il Romanistaaveva detto chiaramente: «Ha un riacutizzarsi del vecchio problema al ginocchio e si sta curando in Cile da un medico di fiducia. Mi ha mandato un sms con la foto del ginocchio gonfio, ma è il testo del messaggio la cosa più bella: "Ritornerò alla grande, completamente guarito". Di questo ne sono convinto perché il Pek oltre che un grande uomo è anche un grande professionista. Lo aspettiamo». Sullo stesso tono le parole di ieri di Tempestilli: «Pizarro ha chiesto di fare delle valutazioni lì in Cile dove c’è una struttura molto valida.
Nessun caso. Sappiamo che i giocatori quando non giocano sono un pochino tristi. Tutti sono utili, nessuno indispensabile, l’Importante è che remiamo tutti nella stessa direzione. Abbiamo tre competizioni importanti da affrontare e, se tutti daranno il proprio contributo, potremo dire la nostra fino in fondo». E per farlo servirà il miglior Pizarro, quello che ha detto "ritornerò alla grande". Ma questo non toglie che il periodo complicato abbia alimentato voci di mercato attorno al suo nome. Lo Zenit di Luciano Spalletti farebbe carte false per averlo, ma è quanto meno improbabile che il Pek lasci al capitale, anche per non obbligare la famiglia e lasciare una città (tanto più a metà anno calcistico e scolastico) nella quale si sentono di casa.
Pizarro, dunque, tra qualche giorno tornerà. Prima di lui toccherà ad Adriano che a Trigoria stanno aspettando con ansia: «Che torni domani o dopodomani - ha spiegato Tempestilli - non cambia molto. Siamo in attesa. L’importante è che torni al più presto perché abbiamo bisogno di tutti». A maggior ragione dell’Imperatore che nell’ultima uscita a San Siro ha fatto vedere di essere sulla strada buone per tornare al top: «E’ un ragazzo straordinario, tutti sono legati a lui. E’ arrivato con dei buonissimi propositi, si è fatto male ed è stato utilizzato un po’ meno, ma già a Milano ha fatto vedere che sta ritrovando la condizione, ci auguriamo che possa tornare non dico come ci ha lasciato, ma in buone condizioni ed essere del gruppo. Poi sarà il mister a valutare le sue condizioni».
Tempestilli non si sbilancia sulle scelte tecniche e societarie, così come sulla questione
Mexes: «Sono domande che dovreste rivolgere a chi di dovere. Il Presidente, il Direttore e tutti
i dirigenti stanno lavorando per far rimanere il ragazzo più a lungo possibile. Ci penserà bene prima di andare via perché ama questa società.
Diamo tempo al tempo». Tante piccole cose da mettere a posto per partire a caccia di quei sette punti di distacco dalla vetta. «Speriamo in una grande annata - prosegue Tempestilli -. I presupposti ci sono tutti. Ora tocca a noi. Sarà il campo a parlare. Ma, se questi ragazzi daranno quello che hanno dentro, alla fine potremo toglierci delle soddisfazioni».
Magari potendo contare anche su qualche operazione ben mirata nel mercato di gennaio, cercando, nei limiti del possibile, di venire incontro alle richieste dell’allenatore: «Quello che ha chiesto Ranieri lo teniamo dentro Trigoria. Sicuramente se ci saranno le possibilità di fare qualcosa valuteremo. Però ripeto siamo consapevoli che abbiamo un gran gruppo, se ci sarà l’opportunità di migliorarlo ci sono persone predisposte per farlo. Noi lavoriamo tutti nella stessa direzione. Finché ci sarà questo presidente si farà sempre il massimo

domenica 2 gennaio 2011

Mexes: "Voglio restare giallororsso" ...!!!

Ha voluto rassicurare personalmente i tifosi, l’ultimo giorno dell’anno. Per far sì che il 2011 iniziasse in modo diverso dal 2010, senza cioè tutto quel chiacchiericcio che, negli ultimi mesi, l’ha posto spesso al centro delle voci di mercato: Philippe Mexes, il 31 dicembre, ha preso la parola e, a chiare lettere, ha detto: «Voglio restare». Punto.
Il francese, accompagnato dall’amico fraterno Menez (che ha detto: «Non c’è bisogno di convincerlo, lui qui sta bene») aveva da poco terminato l’allenamento della mattina al Bernardini.
Incalzato da domande sul suo futuro e sul contratto in scadenza («da mo’ che lo so», ha sorriso), Mexes non si è tirato indietro: «La mia volontà è quella di rimanere e c’è tutto il tempo per parlare con la società. Ancora – ha aggiunto – non ho ricevuto nessuna proposta di rinnovo». Cosa vuol dire questo? Soprattutto alla luce del fatto che la Sensi prima e Pradè poi avevano parlato di «colloqui in corso con il giocatore»? La questione è più semplice di quel che appare: Philippe parla quotidianamente con i dirigenti e ha avuto modo di confrontarsi anche con il presidente, ma non siamo ancora nella fase calda, quella in cui Mexes e il suo procuratore Jouanneaux verranno ufficialmente convocati per concludere, in un senso o nell’altro, la trattativa. La sensazione, comunque, è che quel giorno arriverà presto. Molto presto.
Primo perché tra meno di un mese Philippe sarà libero di firmare con chi vuole e secondo perché si sta per entrare nel momento topico della stagione, quello in cui c’è bisogno di «parlare meno e fare più fatti» per dirla con le parole di Ranieri. La palla è tutta (o quasi) nelle mani del giocatore: la Roma vuole rinnovargli il contratto e gli ha fatto sapere di puntare su di lui, che però deve sentirsi coinvolto nel progetto (e su questo ci sono pochi dubbi, visto quanto Mexes è legato ai colori giallorossi) e accettare la proposta economica della società. Philippe, dal canto suo, sta valutando gli scenari futuri sulla proprietà romanista e sta valutando anche alcune questioni di carattere personale fondamentali per la sua decisione. Se decidesse di restare a Roma i tifosi, che lo adorano, sarebbero felicissimi, i compagni neanche a parlarne, dato che da sempre Mexes è un uomo spogliatoio, e persino il figlio Enzo sarebbe al settimo cielo, visto quanto si è integrato a Roma. E nella Roma, di cui è tifosissimo, e non solo perché ci gioca il suo papà. Che questa stagione, infine, è tornato ad alti livelli, quelli che più gli competono, e che, se possibile, gli hanno fatto venire ancora più voglia di vincere qualcosa di importante con questa maglia. Non fosse altro che per cancellare le lacrime di quel maledetto RomaSampdoria. Quel giorno Mexes era stato in panchina, ancora una volta in campo erano andati Burdisso e Juan. Ma proprio quelle sue lacrime dimostrano quanto il ragazzo sia da considerare assolutamente romanista.

Menez: "Vogliamo vincere lo scudetto"...!!!

Nicolas Burdisso: «Con la Roma voglio vincere tutto». Jeremy Menez: «Voglio lo scudetto». Aleandro Rosi: «Voglio il tricolore». Leandro Greco: «Speriamo in un 2011 migliore del 2010». Fuori dai cancelli del Fulvio Bernardini, la Roma esce allo scoperto. Poco dopo l’ultimo allenamento dell’anno, alla spicciolata qualche giocatore si è fermato a raccontare, anche solo con una battuta, i propositi per l’anno che verrà. E la parola ricorrente è stata una, una soltanto: scudetto.
E’ il sogno ricorrente dell’inizio dell’anno giallorosso. Lo spiega bene, per primo, Burdisso: il difensore argentino, arrivato a Trigoria 18 mesi fa, è uno che tra Boca e Inter qualche trofeo l’ha portato a casa: «Con la Roma – spiega – voglio vincere tutto quello che è possibile».
Dopo di lui è il turno di Jeremy Menez: a una grande continuità di prestazioni in campo, il francese sta alternando anche loquacità col mondo esterno. Sorridente, ha detto: «Cosa spero per il nuovo anno? Di vincere lo scudetto e, perché no, anche di conquistare la maglia della Nazionale». Se continua così, sarà difficile che Blanc non lo inserisca nel gruppo in pianta stabile, soprattutto alla luce del fatto che la stampa francese l’ha definito, in questi giorni, «una delle grandi speranze del 2011». Da due francesi a due romani. L’ultimo giorno dell’anno è stato utile anche per fare il punto con Leandro Greco e Aleandro Rosi. Uno è stato la scoperta della stagione. «E’ appena terminato un anno molto positivo – sono state le parole del centrocampista – e ovviamente spero in un 2011 migliore. Io – ha aggiunto – mi auguro di poter continuare a giocarmi qui a Roma le mie possibilità, ma la decisione spetta alla società».
Il Genoa di Preziosi vorrebbe prenderlo almeno fino a giugno, ma Ranieri non sembra tanto convinto di lasciar partire un giocatore che, finora, si è dimostrato utilissimo alla causa: «Sogno di restare dove sono cresciuto, ma ovviamente non dipende solo da me. Sono successe molte cose da settembre ad oggi, alcune anche in maniera piuttosto veloce, adesso aspettiamo».
Per Rosi, invece, il discorso è diverso. Arrivato con tante belle speranze dopo il prestito al Siena, è partito col la fiducia di Ranieri, salvo poi perdersi dopo il primo tempo negativo di Brescia. Il
Bologna di Malesani sarebbe pronto a tesserarlo: «Conosco il mister – ha detto il terzino – è un grande allenatore, ma io vorrei restare per vincere lo scudetto e dimostrare quanto valgo». Un altro che non vorrebbe andarsene è Cicinho, uno dei “rivali” di Rosi per la corsia destra: «Non so che succederà, se dipenderà da me non andrò via».
Uno che, invece, ha già lasciato Trigoria è Julio Baptista. Venerdì ha lasciato commosso il
Bernardini, salutando i tifosi con un «vi voglio bene» che ha suscitato anche un applauso. Meritato, perché è stato decisivo in due derby. E, Paolo Negro docet, certe cose Roma non le dimentica.

MERCATO ROMA, J. Baptista oggi a Malaga. Domani le visite mediche

Venerdì scorso Julio Baptista ha salutato i tifosi giallorossi a Trigoria con un 'Vi amo tutti'. Oggi dovrebbe atterrare a Malaga (aeroporto Pablo Ruiz Picasso) alle 17:00. Questo quanto riferito da laopiniondemalaga.es, che spiega anche come tra poche ore il suo passaggio al club spagnolo dovrebbe divenire ufficiale. Sempre secondo il portale, la 'Bestia' dovrebbe sostenere domani le visite mediche presso la Clinica Rincon de los bajos de la Rosaleda. Il buon esito degli esami darebbe il via libera alla presentazione ufficiale del brasiliano da parte del club della Costa del Sol

MERCATO ROMA, PIZARRO attratto dallo ZENIT di SPALLETTI...!!!

David Pizarro resta in Cile a curarsi e non rientrerà a Roma prima del 10-12 gennaio. Questo quanto comunicato dal centrocampista cileno via sms a Bruno Conti. La motivazione ufficiale della permanenza del giocatore in Sudamerica è la necessità di sottoporsi alle cure di un medico di fiducia, ma il disagio del 31enne di Valparaiso non è solo dovuto a motivazioni fisiche.
Pizarro non avrebbe infatti gradito di aver perso il posto da titolare negli ultimi mesi e, secondo la Gazzetta dello Sport, potrebbe chiedere addirittura di andare via se dovesse continuare a stare in panchina. La prima squadra che potrebbe essere interessata al cileno è lo Zenit di San Pietroburgo, allenato da Luciano Spalletti, che accoglierebbe a braccia aperte il suo "pupillo" in Russia. Molto dipenderà comunque dalla collocazione di Pizarro nella nuova Roma, ma anche dalla volontà della moglie del calciatore, che in passato lo convinse a rifiutare il Bayern per motivi di "clima troppo freddo".

Noi BEHRAMI non lo vogliamo....!!!

La Roma sta per concludere con il West Ham la trattativa che porterà Behrami nella Capitale, ma i tifosi giallorossi fanno capire di non gradire il probabile trasferimento dell'ex laziale alla corte di Ranieri. Secondo quanto riferito da Sky Sport, durante il match amichevole del Flaminio tra Roma e Atletico, i sostenitori romanisti presenti allo stadio hanno intonato cori non proprio di "benvenuto" per l'esterno svizzero-kosovaro. "Noi Behrami non lo vogliamo" ha cantato una parte del pubblico di fede giallorossa. Staremo adesso a vedere se la società sarà ancora determinata a concludere l'acquisto del giocatore che, con la maglia della Lazio, segnò nel finale il gol del 3-2 alla Roma, nel derby del marzo 2008. Sconfitta che poi costò lo scudetto ai giallorossi.

sabato 1 gennaio 2011

Buon Anno a tutti i TIFOSI ROMANISTI...!!!!

Da anni guardo alle lenticchie che, scoccata la mezzanotte riempiono all’inverosimile il mio piatto, come fossero punti del campionato. Ho smesso molto presto di abbinare i legumi a possibili soldi in arrivo nel nuovo anno. E non me ne sono mai pentito. Al pantalone di flanella grigio ben stirato ho sempre anteposto la maglia rossa con il bordo giallo. E lo farò anche domani sera.
D’altra parte le tabelle di marcia esistono. Le fanno tutti. E non mi fido di chi dice, più o meno pubblicamente, di essere esente dalla "malattia regina" del maniaco di calcio. Allenatori compresi. E pur non entrando qui nel dettaglio di una tabella personalissima che non si divide mai pubblicamente con alcuno per questioni chiaramente scaramantiche, posso sostenere che il 2011, per noi romanisti, si presenta bene. Molto bene. Almeno sulla carta. Materia peraltro di cui sono fatte le tabelle stesse. Ovvio che il campo è sovrano e il pallone è tondo. Come amano sostenere allenatori e giocatori che vogliano mettere le mani avanti e assumere un atteggiamento più prudente di noialtri. Ma è altrettanto scontato attendersi un primo bimestre brillante e solido dovendoci scontrare con Catania, Sampdoria, Cesena, Cagliari, Bologna e Brescia. Ogni partita fa storia a se, chiaramente. Ma è lecito immaginare di aver aggiunto sedici punti in classifica o no? Cinque vittorie e un pareggio insomma. Anche perché a febbraio abbiamo l’Inter fuori casa e subito dopo il Napoli all’Olimpico. Se quei sedici punti saranno già acquisiti potremmo accontentarci di due pareggi. Dovremo infatti risparmiare energie per la Champions in arrivo a fine mese e guardare oltre: alle altre tre di campionato perfettamente alla nostra portata con Genoa, Parma e Lecce.
Delle blasonate Inter e Milan dovremo preoccuparci. Ma dopo. Il Calendario di gennaio è buono anche per loro. Il peggiore bimestre tocca alla Juventus. In pratica al 13 marzo, giorno del derby, potremmo essere in testa, o secondi a un punto dalla prima. Un sogno? Si, ma realizzabile. Se lo spicchio di questo sogno l’abbiamo già disegnato a San Siro togliendoci il Milan di torno, come ha detto lo stesso Ranieri, cosa ci impedisce di riempire con determinazione e con forza lo spazio che intorno a quello spicchio chiede solo di essere completato?
Si brindi dunque a questo. In alto i calici domani sera. E sguardo fiero alla luna. Come lupi assetati di punti.
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