lunedì 4 marzo 2013

Roma, il pupo e il Pupone: ieri un pezzo di storia all'Olimpico.!

In casa Roma la situazione sembra ripetersi ogni volta. È successo con De Rossi, capitan futuro, sicuramente il primo erede di Francesco Totti quando questo appenderà le scarpette al chiodo. A inizio stagione è stato il turno di Florenzi, altro prodotto di Roma e del vivaio giallorosso. Ieri le luci dell'Olimpico erano un po' per capitan presente, sua maestà il Pupone, che ha raggiunto Nordhal al secondo gradino dei goleador in Serie A di tutti i tempi, e un po' per Alessio Romagnoli, in gol alla prima presenza da titolare (non male per un difensore) a poco più di 18 anni. Sicuramente una serata indimenticabile per il giovane e per l'anziano. La sensazione è che la Roma abbia voluto dare un'ulteriore dimostrazione di come la crisi sia definitivamente passata. Non solo è arrivata la terza vittoria consecutiva, ma sono arrivati gol importanti, dal più giovane ai due senatori; in mezzo le giocate degli altri che entrano nel range d'età, da Lamela allo stesso De Rossi, passando per i miracoli di Stekelenburg. Eppure ancora qualche punto interrogativo c'è. La Roma vince, come detto arrivano gol importanti, ma non convince ancora del tutto. Manca continuità nella manovra ed anche a livello mentale. Ieri sera il Genoa è stato assoluto padrone del campo per almeno 20 minuti nel primo tempo e 10 nella ripresa. La sveglia l'ha data quello con meno esperienza di tutti, Alessio Romagnoli; poi, col Grifone in dieci è stato tutto facile ed il gol di Perrotta è servito anche per cancellare qualche errorino di troppo. Del resto uno dei meriti di Andreazzoli è quello di aver ridato fiducia a Stekelenburg, assoluto protagonista della serata; ma per chi para solitamente ci sono meno luci, specie nella serata del 225 di Totti e dell'uno di Romagnoli.!

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